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L’ESSENZA DI TWITTER

Scrivo un’articolo per rispondere in un colpo solo a tutti quelli che mi chiedono chiarimenti su Twitter.
Non parlerò di altre reti sociali e non farò confronti (o quasi), anche perché non servono. Consiglio semplicemente a tutti di provare a cinguettare per credere in quel che dico. Non sarà una guida pratica all’utilizzo ma l’interpretazione che io do a questa rete, per svelare un’idea e non un meccanismo.

La domanda tipica è:”Ma Twitter com’è? E’ tipo Facebook?” In senso tecnico effettivamente è un social network come il ben più diffuso FB ma la filosofia che ci sta dietro è del tutto diversa.

Probabilmente i fondatori dell’uccellino volevano solo creare una versione “semplificata” della rete blu in cui ci si scambiassero solo messaggini di breve lunghezza. Però, come si suol dire, hanno creato un mostro (di bravura, of course).

La vera forza di Twitter, che poi è anche quella di internet è proprio la gente che lo frequenta. Gli argomenti che vi si trattanto. La massiccia dose di democrazia intellettuale e libertà di pensiero che lo riempie.

L’utente di twitter crea un proprio profilo in cui inserisce informazioni NON personali (cioè scrive informazioni di pubblico dominio) e al massimo un’immagine, non necessariamente una propria foto.
Nella descrizione può inserire i propri interessi, le proprie passioni in modo del tutto libero, senza schemi preimpostati. Tutto questo contribuisce a creare quel velo di “sicurezza” che si sta ormai perdendo online e che a mio parere faceva tanto bene agli albori di internet.

Dopo aver creato una propria pagina si comincia con il seguire alcuni utenti dei quali si desidera ascoltare il pensiero o conoscere i fatti più recenti. Molte ONG inviano costantemente aggiornamenti sulle proprie attività e molti personaggi pubblici diffondono informazioni utili per tutti. Diciamo che partire da questi è un buon inizio per farsi un’idea, per abituarsi gradualmente al più innovativo concetto di comunicazione che ci sia attualmente.

A questo punto, se si comincia a leggere qualcosa di interessante arriva prima o poi la necessità di conoscere il parere di altri “comuni mortali” e quindi è il momento di seguire persone comuni, con la loro vita di tutti i giorni, i loro pensieri, le loro idee. Ecco che scatta anche il meccanismo del retweet.
Mettiamo infatti che leggiate il messaggio di Bob e lo troviate particolarmente importante. Potete girarlo a tutti quelli che seguono voi che, qualora non fossero followers di Bob, non avrebbero la possibilità di leggere tanta perla di saggezza.
Una volta girato a tutti il messaggio chi lo legge magari si accorge che Bob è una bella testa (come si dice dalle mie parti) e quindi è il caso di seguire quel che dice. E’ una reazione a catena degna del miglior impianto nucleare al mondo.

Alla “terza fase” l’utente può dare il proprio contributo alla comunità scrivendo di sé, di quello che conosce, di quello che ha sentito dire, di quello che sta facendo, di come sia la sua vita.
Questo che apparentemente può sembrare il momento più “gossip” è in realtà l’attimo in cui si comincia a comprendere la realtà democratica di questo sistema, in cui tutti dicono qualcosa e tutti possono scegliere cosa ascoltare, anche in modo asimmetrico se necessario (tu segui me, ma io non seguo te o viceversa). Ognuno contribuisce e può portare davvero del materiale importante. Cercate su Google quello che è stato fatto grazie a Twitter, tra cui la velocità con la quale vennero fuori eventi importanti come la rivoluzione studentesca in Iran, e la famosa morte di Neda (RIP eroe della libertà) molto prima che i notiziari diffondessero l’informazione. Twitter scavalca la censura perché è fatto dalla gente semplice che ha solo da guadagnare dalla diffusione della verità.

Quando si è più esperti ci si può buttare in ricerche di argomenti particolari visualizzando i tweet di altra gente (anche non followata) in ogni parte del mondo per sapere cosa pensino dell’argomento in Giappone o a Dubai o a New York. Da qui si possono trovare nuovi contatti (purché ne comprendiate la lingua) e ovviamente sviluppare le proprie capacità di comunicazione, allargando anche il proprio intelletto.

Potete immaginare dunque il potenziale di una rete così strutturata in cui le informazioni girano alla velocità della luce e in cui i link rimandano a fonti ESTERNE alla rete Twitter stessa. Fonti documentabili e così immediatamente fruibili. Senza intasamento di link inutili sulla timeline (ogni riferimento ad enti esterni è puramente casuale). La potenza di una rete che, fatta di gente, migliora la gente e non la chiude in una scatola dalla quale non si vede l’esterno.

Forse se siete novellini non avrete capito alcuni termini, ma ripeto: questa non è una guida all’uso di Twitter ma all’interpretazione dello stesso, che è stata DECISA dalle persone (a proposito, il meccanismo del retweet è un’invenzione degli utenti, che è stato implementato ufficialmente nel sistema successivamente alla creazione dello stesso).  La vera forza di Twitter, è chi ci va.

Buona pausa a tutti.

Daniele Faugiana

Fonte: L’angolo della pausa

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